lunedì 21 febbraio 2011

Siric, arriva l’incarico a Gosetti

Altri 5 carotaggi

Estratto da “L’Adige” di mercoledì 9/02/2011, pag. 31

Procede anche la bonifica dell’area Siric. Appurata dall’Appa la contaminazione delle acque di prima falda anche successivamente alle attività di sgombero del soprassuolo, si è deciso di effettuare un ulteriore analisi per completare il piano di caratterizzazione. Si procederà ora con 5 carotaggi alla profondità massima di 10 metri, con successiva posa in opera di tubi piezometrici, ad integrazione della rete di piezometri esistenti. A coordinare i lavori, sarà l’ingegner Simone Gosetti, già redattore del piano di caratterizzazione dell’area Siric, che quindi bene conosce il problema del sito. Gosetti che, per altro, in queste settimane è impegnato anche nel processo che lo vede coinvolto, a Trento, per i fatti di monte Zaccon. Dettaglio questo che la famiglia Zadra non ha mai mancato di sottolineare.

Bonifica ai Fiori, via all’ultima fase


Estratto da “L’Adige” di mercoledì 9/02/2011, pag. 31, autore: Chiara Zomer


Per spostare l’inquinante si dovrebbe coprire l’area con un sistema di filtraggio dei vapori e trasportare il materiale in container stagni: meglio trattarlo chimicamente.
Si farà prima un carotaggio per analizzare il terreno e poi sarà inserito il reagente: una procedura abbastanza veloce, che accorcia i tempi per la bretella

I veleni restano lì e saranno ossidati in sito. Confermata la spesa finale: 240 mila euro

L’area ai Fiori è ora sotto la lente d’ingrandimento dell’ente pubblico per due motivi: lì dovrebbe sorgere la bretella e lì sono stati scoperti rifiuti riconducibili a fanghi delle fosse settiche: ora il Comune ha deciso di procedere all’ossidazione chimica in sito


Ad attendere il termine della bonifica sono in tanti. A partire dai residenti di Lizzana che sperano di vedere l'avvio dei lavori per la futura bretella nei prossimi mesi. Ma per l'area ai Fiori questa volta dovremmo essere davvero agli sgoccioli. Terminato il piano di caratterizzazione, ora si parte con la bonifica, il cui progetto - cioè la terza variante del piano - ha già avuto il via libera del servizio tutela ambientale. Il piano non implicherà lo spostamento delle sostenze inquinanti. La quantità limitata di elementi, infatti, permette di evitare l'asportazione - tanto lunga quanto complicata - e procedere invece con l'ossidazione chimica in sito. Che vuol dire, in sintesi, che il terreno verrà trattato affinché le sostenze presenti nel sottosuolo si cristallizzino, di fatto impedendo loro di disperdersi e avere quindi effetti inquinanti. Rimarranno dove sono, insomma. Ma non faranno danni. Una modalità d'azione, quella scelta dagli uffici comunali, che nelle prossime settimane dovrebbe portare a nuovi e ulteriori carotaggi nell'area. Il tutto, stando almeno ai conti fatti in municipio, non dovrebbe sforare il budget già previsto a suo tempo: 240 mila euro, di cui la massima parte andata in analisi chimiche già realizzate. Tanto costerà, alla fine, all'ente pubblico - e in particolare alle casse provinciali - restituire alla collettività un'area che fu inquinata chissà quando e chissà da chi. La vicenda dell'area ai Fiori, infatti, parte da lontano. E diventa un bubbone da gestire nel 2009, quando preso atto del fatto che in passato quella zona è stata usata alla stregua di una discarica, si è deciso di capire cosa c'è là sotto. I risultati, dopo un anno di scavi, piezometri, analisi e carotaggi, è stata chiara: sotto terra erano stati trovati dei rifiuti riconducibili a fanghi delle fosse settiche. Rifiuti che, analizzati, hanno evidenziato concentrazioni di tetracloroetilene superiori ai limiti di legge. Quindi inquinanti. Da qui la necessità di bonifica. Ma quanto alla modalità, dopo ampia valutazione - anche con gli uffici provincili - si è deciso di non procedere allo spostamento. Perché? Perché sarebbe un lavoro atroce: sarebbe necessario predisporre una copertura sulla zona d'intervento comprensiva di un sistema di filtraggio dei vapori emessi nel corso degli scavi, nonché sarebbe necessario il trasporto dei rifiuti in centri di smaltimento con l'uso di container stagni per evitare emissioni in atmosfera. Un lavoro complicato, dunque. E costoso. E lungo. Ma, soprattutto, non l'unico possibile, vista la mole - molto limitata, dal punto di vista quantitativo - dei rifiuti. Anziché portar via la sostanza inquinante, si è deciso di renderla innocua, attraverso la tecnologia Isco (Ossidazione chimica in sito). In sintesi saranno iniettati nel sottosuolo degli agenti ossidanti che tratteranno chimicamente i composti organici inquinanti rendendoli innocui. Un metodo che costa meno e ha tempi di lavoro più brevi. Per procedere all'ossidazione, tuttavia, è necessario conoscere alla perfezione il tipo di terreno che si andrà a trattare. Per questo si comincerà con un sondaggio a carotaggio continuo. Una volta analizzato il terreno e scelto il reagente ottimale, attraverso un piezometro sarà iniettato l'ossidante. E poi saranno fatte le verifiche del caso, per capire se si potrà dare per archiviato il problema ai Fiori. E per capire, soprattutto, se si potrà dare e quando, il via libera al cantiere per l'agognata bretella.


09/02/2011

domenica 6 febbraio 2011

Uno sguardo fuori dal Comune: La Zincheria Seca di Chizzola (1)

Estratto da "L'Adige" di sabato 29/01/2011, pag. 39


«Gli abitanti della zona sono preoccupati per la zincheria»

Ala. Claudio Civettini interroga la Provincia


ALA - Fumi ed esalazioni maleodoranti fra Santa Lucia e Chizzola, in quel di Ala? La colpa sarebbe addebitabile alle lavorazioni della vicina zincheria. Lo sostiene il consigliere provinciale della Lega Nord Claudio Civettini. Che per far luce su questa situazione ha chiesto spiegazioni al presidente Dellai. «Molti abitanti di Santa Lucia e Chizzola - scrive in un interrogazione - lamentano la presenza di fumi oltre che di odore acre provenire dalla Zincheria Seca in orario serale. La popolazione locale vorrebbe essere informata sull'attività svolta dalla Zincheria oltre a richiedere che vengano resi pubblici gli esiti degli ultimi controlli svolti. Il processo di lavorazione impiegato dalla stessa azienda è assai delicato e comporta l'utilizzo di sostanze nocive è quindi doveroso operare in piena trasparenza anche nel rispetto della qualità e salubrità dell'aria e dell'ambiente». È ancora viva nella memoria della popolazione l'incidente di alcuni anni fa, con l'evacuazione dell'intera frazione e delle scuole.


29/01/2011

Compostaggio e puzza: Pasina vuole il processo

Estratto da "L'Adige" di mercoledì 02/02/2011, pag. 31, autore: Chiara Zomer

Alla fine la questione «Pasina» approderà davanti al giudice: a marzo la ditta di compostaggio del Navesel potrà spiegare le sue ragioni in aula, visto che i fratelli Bonora hanno deciso di difendersi fino in fondo. Perché probabilmente non hanno voglia di passare per coloro che ammorbano l'aria della Vallagarina. Perché forse ritengono di avere carte e evidenze a loro favore, per screditare il teorema della procura. Certo è che non hanno optato per la strategia del profilo basso e della limitazione dei danni: non appena è stato loro notificato il decreto penale di condanna da 4.250 euro, hanno deciso di impugnarlo, richiedendo tra l'altro il giudizio immediato. Ora sarà il giudice Corrado Pascucci a valutare il comportamento dell'azienda e il rispetto o meno delle prescrizioni. La posizione della procura, ormai, è nota dal novembre scorso, quando l'impianto del Navesel venne messo sotto sequestro preventivo. L'assunto dal quale prese le mosse a suo tempo l'inchiesta del procuratore capo Rodrigo Merlo, era chiara: la puzza che rendeva invivibili le serate di Sacco, San Giorgio e Lizzana, dipendeva da una non corretta gestione dell'impianto di compostaggio. Fin qui i sospetti, che con le settimane - attraverso un'ordinanza comunale di sgombero, nonché la nomina di un ufficiale giudiziario che ha provveduto a bonificare l'area esterna al capannone - si sono trasformati in evidenze sufficienti, a parere della procura, per chiudere il caso. Risultato: l'ufficio inquirente ha chiuso l'indagine, imputando alla Pasina una serie di irregolarità. In particolare l'azienda è stata accusata di quattro violazioni dell'autorizzazione, perché stoccava all'esterno rifiuti non omogenei e non protetti dagli agenti atmosferici, perché non effettuava le prescritte analisi, perché spostava all'esterno il compost prima che arrivasse a maturazione (e quindi prima che si raggiungesse il livello di 600 mg di ossigeno al chilo), perché non eseguiva la lavorazione del compost in spazi chiusi e perché non ha ottemperato alla diffida con cui il sindaco gli aveva intimato di liberare il piazzale dai rifiuti. A queste irregolarità si aggiunge anche la violazione dell'articolo 674 del codice penale. Questi i presupposti in base ai quali la procura ha chiesto - e ottenuto - nel confronti di Pasina un decreto penale di condanna di 4.250 euro. Un'ammenda, insomma. L'azienda di compost avrebbe potuto chiudere qui la questione. Dato che, tra l'altro, non si trattava neppure di una pena impegnativa. Ma restava un punto: sempre di condanna si stava parlando. Perché il decreto penale questo è. E l'azienda di compostaggio probabilmente non vuole avere una macchia, seppur piccola, senza combattere. Quindi ha impugnato il decreto penale, chiedendo di essere ammessa a giudizio immediato. Cosa che accadrà a breve: il processo si aprirà il 15 marzo davanti al giudice Corrado Pascucci. E questo è solo uno dei procedimenti che vede impegnata la Pasina che, recentemente, ha presentato anche ricorso al Tar contro la diffida firmata a suo tempo dal sindaco Andrea Miorandi. Ma i giudici amministrativi non si sono ancora pronunciati.


02/02/2011

Inquinamento limitato «Ai Fiori», a breve i lavori

Bretella Terminata la caratterizzazione: trovati solventi e rifiuti non significativi

Estratto da "L'Adige" di sabato 22/01/2011

La giunta provinciale ha approvato ieri mattina, su proposta del vicepresidente e assessore ai lavori pubblici, ambiente e trasporti Alberto Pacher, la caratterizzazione dell'area in località «Ai Fiori». La zona è stata oggetto di studi ed analisi per verificare lo stato ambientale dei suoli e, soprattutto, delle acque di falda. Il Comune di Rovereto, infatti, si è attivato dal 2008 nell'azione di verifica ambientale dell'area in località Bortola, che ospita anche una vecchia discarica comunale, alla luce dei dati di monitoraggio della falda raccolti negli ultimi anni nell'ambito del monitoraggio delle aree industriali a cura del Progetto speciale recupero ambientale e urbanistico delle aree industriali. A seguito dell'approvazione del Piano della caratterizzazione nel giugno 2009, il Comune si è attivato per eseguire gli interventi di indagine pianificati, che consistevano in vari prelievi di campioni di terreno e di rifiuti, oltre che nella realizzazione dei piezometri per il monitoraggio della falda e nell'effettuazione di una serie di indagini geognostiche indirette. Tutte le indagini sono state eseguite sotto il controllo dell'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente. Al termine delle attività di controllo è stato possibile definire con precisione le problematiche ambientali dell'area. In particolare è emerso che l'ex discarica è stata regolarmente autorizzata, coltivata e chiusa nel rispetto delle normative e non è fonte di alcun inquinamento delle acque sotterranee né dei terreni naturali. Per questo motivo non necessita di alcun intervento di bonifica ad eccezione di un unico punto in cui si ritrova una anomala concentrazioni di piombo e stagno. A Nord della discarica è presente poi un'area di modeste dimensioni in cui sono stati abbandonati alcuni rifiuti da cui si origina la contaminazione della falda da solventi clorurati. Con questa approvazione, comunque, la giunta provinciale, viste le ridotte dimensioni delle aree in cui è quindi necessario intervenire con una bonifica, ha stabilito che si può seguire la procedura semplificata e procedere direttamente alla progettazione degli interventi di bonifica necessari, con un notevole contenimento dei tempi. Per gli abitanti di Lizzanella, dunque, è una notizia che fa ben sperare per la realizzazione della bretella Ai Fiori, opera attesa da anni e che, nonostante i progetti approvati e i conseguenti appalti, ha subito negli ultimi mesi degli inattesi stop. Ora, nel giro di breve tempo, il cantiere finalmente partirà.

22/01/2011

Irzio Vanzo: «Chiazze sospette nell'Adige»

Estratto da "L'Adige" di lunedì 31/01/2011, pag. 17

Irzio Vanzo, il «segugio dell'inquinamento» non si ferma. Ieri, durante una delle se consuete passeggiate sul territorio, ha segnalato un altro episodio sospetto. «A Borgo Sacco - spiega - in località Moia all'altezza del molo delle zattere, ho notato delle strane macchie di colore marroncino, che sembravano feci. Ho subito chiamato la Polizia locale per segnalare l'inquinamento e dopo un po' gli agenti sono arrivati con i vigili del fuoco. Hanno prelevato dei campioni d'acqua e sono andati via. Adesso il materiale raccolto andrà al laboratorio d'analisi e vedremo di cosa si tratta esattamente». Ma cosa potrebbe essere e da dove potrebbe essere arrivato nell'Adige? «Intanto ho sentito, da gente che abita nelle vicinanaze, che la strana "perdita" andrebbe avanti da qualche giorno. Di cosa si tratti, non saprei dire con esattezza, anche se confermo che l'aspetto era da liquame organico. Non si avvertiva però un particolare odore forte. Di puzza, del resto, ne abbiamo abbastanza dalla Pasina...», conclude con un sorriso amaro Irzio Vanzo.


31/01/2011


Lizzana risponde alle critiche

Quartieri. Dopo il «no» al bilancio e le accuse del centrosinistra


Estratto da "L'Adige" venerdì 28/01/2011, pag. 35, autore: G. L.


Dopo il duro attacco dei consiglieri di minoranza al presidente Maurizio Migliarini ed alla maggioranza che ha deciso di esprimere parere negativo sul bilancio, oggi replica per le rime Giampaolo Ferrari, consigliere eletto nelle file della lista civica Valduga: «Ricordo che il consiglio circoscrizionale, dopo un lavoro effettuato nell'arco di diversi mesi, il 20 ottobre ha inviato alla giunta il "Progetto per Lizzana". In calce alla lettera c'era l'invito all'amministrazione di un confronto per poter esplicitare in maniera più esauriente le nostre richieste. Nonostante le reiterate richieste del presidente Migliarini di avere risposte in merito, solo la sera dell'assemblea pubblica del 19 gennaio il sindaco Miorandi ha consegnato nelle mani dei cittadini richieste e risposte». Sulle critiche ricevute Ferrari ricorda che «il dormitorio al quale faceva riferimento Migliarini è riferito al livello commerciale: Lizzana si sta spegnendo, non c'è un parrucchiere, non c'è una farmacia, al Rovercenter c'era un supermercato ed è stato chiuso. Una proposta che poteremo in consiglio riguarda l'istituzione del mercato settimanale a Lizzana, quattro-cinque ambulanti che possano vendere verdura, alimentari ed altri prodotti e vivacizzare il paese. Quello che lascia perplessi nel bilancio è che non c'è una proposta costruttiva della giunta comunale sull'abitato di Lizzana, a parte i 36 punti proposti dalla circoscrizione. Non mi si venga a parlare della variante della Mira, la bonifica della zona industriale ed il monitoraggio dell'aria. Questa giunta comunale per Lizzana non ha proposto nulla, nessuna novità e nessun intervento». G. L.


28/01/2011